Presidente del Corpo Sciolto

L’elezione del Presidente della Repubblica rappresenta per il Partito Democratico, che la controlla al 99%, un’ultima, estrema possibilità di riscatto. Se a nomina avvenuta Berlusconi (che, lo ricordiamo, aveva detto che voleva andarsene da questo Paese di merda) si dichiarerà soddisfatto, vorrà dire che il PD ha perso definitivamente ogni traccia di dignità, e che Berlusconi aveva ragione (sulla merda).

Se invece Berlusconi andrà su tutte le furie e minaccerà di andarsene all’estero, vorrà dire che per una volta il PD avrà fatto qualcosa di buono.

Ma, fra i tanti nomi che sono stati ventilati, quale dobbiamo auspicare? Il requisito di essere intollerabile agli occhi di Berlusconi è fondamentale, ma l’elenco di coloro che lo soddisfano è molto lungo, e va scremato con criteri di selezione più stringenti. Aggiungiamone dunque un paio: il candidato ideale è uomo (o donna) di chiara fama, sia in Italia sia all’estero, conosce bene la Costituzione e la rispetta con profonda convinzione, direi quasi con devozione.

Tutti d’accordo? Bene, ma non basta ancora: il campo non si è ristretto a sufficienza. Aggiungiamo ancora un’esigenza molto sentita da più parti negli ultimi tempi: il prossimo Capo dello Stato deve essere una personalità indipendente, non strettamente legata alla politica degli ultimi anni. A questo punto è possibile formalizzare una prima candidatura, e il nome che si potrebbe proporre è quello di Gustavo Zagrebelsky.

Sarebbe già un successo epocale se si realizzasse questo auspicio, e forse in un altro periodo storico non avremmo potuto chiedere di meglio. Ma la situazione politica odierna impone ancora qualche altra considerazione. Negli ultimi anni abbiamo assistito all’affermazione non di partiti e di astratti ideali politici, ma di figure carismatiche capaci di catturare e accentrare su di sé l’attenzione dell’opinione pubblica. Queste figure odierne si distinguono da quelle più famose del secolo scorso per una caratteristica molto peculiare: la comicità. Sono dei buffoni.

Alle ultime elezioni, più del 50% dell’elettorato ha votato per uno di loro. Di questo non si può non tener conto: anche se un personaggio come Berlusconi non merita il minimo rispetto, che lo si voglia o no, finché l’Italia rimane una democrazia, il suo elettorato lo merita. È gente che vuole ridere, gente che a sentire il serioso e compunto messaggio che il Presidente trasmette alla Nazione alla fine di ogni anno mediamente si addormenta. Anche loro hanno diritto ad un po’ di divertimento, un divertimento che Zagrebelsky probabilmente (ma potrei sbagliarmi, sia chiaro) non può dare.

Questa è l’epoca dei comici. Ecco quindi che si fa strada un altro nome, un nome meno citato nei sondaggi e nelle indiscrezioni più recenti, ma che soddisfa tutti i requisiti sopracitati, e che in più, oltre a far ridere, ha dimostrato anche una certa simpatia nei confronti di quella sostanza maleodorante di cui è impregnato il nostro Paese, al punto da dedicarle un inno che potrebbe validamente sostituire quello attualmente usato come inno nazionale. Questo dettaglio potrebbe renderlo davvero il Presidente di tutti, perfino dei berlusconiani più sfegatati.

Quindi, per concludere, dopo aver sopportato Berlusconi nel ruolo di Premier per tanti anni, dopo aver proposto Grillo come senatore a vita, è giunto il momento di sostenere Roberto Benigni come prossimo inquilino del Quirinale.

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1 Commento

  1. Earline J. Fry

     /  5 maggio 2013

    caro presidente spero che lei possa prendere in esame, la causa di molti trentenni che superato questo traguardo non possono partecipare, ad alcuni concorsi come per esempio, Polizia, Carabinieri, finanza, vigili del fuoco, dato che l’età di pensionamento si allunga. spero che lo leggerà. poi ci vorrebbe una bella legge che tuteli, la prima casa da un eventuale pignoramento, a tutti quelli che anno passato i cinquantenni. la ringrazio anticipatamente.

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