Ancora un po’ di ottimismo

Questa sera decade ufficialmente la sedicesima legislatura della Repubblica italiana.

Negli ultimi anni abbiamo assistito al triste connubio tra il parlamento più corrotto, il premier più ignobile e il capo dello Stato più ignavo della storia repubblicana.

Da domani si apre la possibilità di un cambiamento. La domanda a questo punto è: riusciremo a fare peggio?

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Pudenda #12

  1. Gioacchino Alfano
  2. Rocco Crimi
  3. Mauro Cutrufo
  4. Raffaele Fantetti
  5. Gabriella Giammanco
  6. Domenico Gramazio
  7. Cosimo Latronico
  8. Melania De Nichilo Rizzoli
  9. Jole Santelli
  10. Gabriele Toccafondi

Incredibile a dirsi, al motto di “squadra che delinque non si cambia” ben centosettanta tra gli onorevoli che hanno sostenuto il Governo Berlusconi prima e il Governo Monti poi sono di nuovo candidati nelle liste del Pdl.

Un buon numero di questi (quasi una cinquantina) erano già stati inclusi nelle Pudenda di Bue Punto zero, e pertanto non li esporremo ulteriormente al pubblico ludibrio, concentrandoci invece su quelli che ancora mancano all’appello. Tra questi ne spiccano alcuni che, oltre che per indubbi meriti personali, sono stati candidati anche perché dotati di un cognome particolarmente suggestivo, che trasmette all’elettore un irresistibile messaggio subliminale. Alcuni (Crimi, Latronico) richiamano alla mente un contesto semantico connotato da un forte disprezzo per la legalità, altri (Giammanco) ricordano invece gli alti tassi di assenteismo di alcuni parlamentari. Ultimo nella lista odierna, perla tra le perle, un cognome dal significato talmente limpido da non richiedere ulteriori commenti.

Pudenda #11 – Feccia Edition

  1. Silvio Berlusconi
  2. Fabrizio Cicchitto
  3. Marcello Dell’Utri
  4. Maurizio Gasparri
  5. Niccolò Ghedini
  6. Piero Longo
  7. Maurizio Paniz
  8. Claudio Scajola
  9. Renato Schifani
  10. Denis Verdini

Esattamente un anno fa veniva pubblicata la quinta puntata delle Pudenda, la ricercatissima Vip Edition. In occasione della lugubre ricorrenza, Bue punto zero vi offre oggi la sua evoluzione più estrema, la più ripugnante che si possa concepire.

Tra naturale capacità di delinquere, corruzione, mafia, eversione e servilismo, in questa lista ci sono almeno 500 anni di galera, oltre ad una dose innominabile di vergogna.

Incluso nel pacchetto offriamo anche il manifesto dei manigoldi in Parlamento, declamato da uno degli avvocati che alacremente li difendono dai velenosi artigli della giustizia. Solo per stomaci forti.

Pudenda #10

  1. Viviana Beccalossi
  2. Laura Bianconi
  3. Fiorella Ceccacci Rubino
  4. Antonio D’Alì
  5. Francesco Maria Giro
  6. Gaetano  Nastri
  7. Pasquale Nessa
  8. Antonio Palmieri
  9. Carlo Sarro
  10. Maurizio Scelli

Con questa nuova pubblicazione la lista di parlamentari insigniti del disonore delle Pudenda di Bue punto zero raggiunge la spregevole somma di cento unità. Il prestigioso traguardo è celebrato da una nuova pagina che descrive e promuove l’iniziativa, intitolata appunto le Pudenda di Bue punto zero. Che cosa aspetti? Clicca, informati e partecipa!

Pudenda #9

  1. Giuseppe Angeli
  2. Deborah Bergamini
  3. Esteban Juan Caselli
  4. Remigio Ceroni
  5. Giuseppe Cossiga
  6. Stefano De Lillo
  7. Vincenzo Antonio Fontana
  8. Luigi Grillo
  9. Beatrice Lorenzin
  10. Mauro Pili

Il Popolo della libertà, a cui appartengono gli onorevoli sopra citati, da oggi insigniti del disonore delle Pudenda di Bue punto zero, si dichiara leale con l’Esecutivo e si presenta come il principale sostenitore del Governo Monti; addirittura “sostiene il governo Monti molto lealmente e molto concretamente e in modo convinto, perchè tutta l’azione di governo si configura come il completamento di quello che noi abbiamo realizzato nel corso di questi anni”.

Sembra quasi un sostegno senza se e senza ma, ma solo se il Governo si astiene dal toccare gli interessi del Capo: in caso contrario si ricorre al ricatto. Non appena si è parlato di far pagare a Mediaset le frequenze televisive, improvvisamente la riforma del lavoro che prima sembrava andare così bene è diventata, dopo qualche minima correzione apportata per saziare i modesti appetiti del Pd, una emerita ciofeca. Non appena il Ministro della Giustizia propone pene più severe per i corrotti, si rispolvera la famigerata legge bavaglio, nota anche come ammazza-blog, la quale era stata all’origine dell’iniziativa delle Pudenda. Iniziativa che pertanto risulta più attuale che mai.

Per saperne di più, riparti dall’inizio.

Pudenda #8

  1. Francesco Aracri
  2. Sabatino Aracu
  3. Antonio Azzollini
  4. Gianfranco Conte
  5. Gennaro Coronella
  6. Vincenzo Gibiino
  7. Giorgio Lainati
  8. Paola Pelino
  9. Giuseppe Scalera
  10. Roberto Tortoli

Fino a non molto tempo fa, questi onorevoli deputati votavano compatti la fiducia al Governo Berlusconi. Le sorti del Paese sono tuttora nelle loro mani, quindi non ci resta che sperare che al più presto, in un modo o nell’altro, le Camere vengano sciolte. Nel frattempo le Pudenda di Bue punto zero continueranno implacabilmente ad arricchirsi di nuove vergogne.

Pudenda #7

  1. Maurizio Bianconi
  2. Donato Bruno
  3. Nicolò Cristaldi
  4. Giovanni Dell’Elce
  5. Benedetto Francesco Fucci
  6. Maurizio Iapicca
  7. Barbara Mannucci
  8. Lorena Milanato
  9. Alessandro Pagano
  10. Stefano Saglia

Fosse per loro, Berlusconi e i suoi squallidi ministri sarebbero ancora al governo. Ora però nove deputati su dieci appoggiano il governo Monti, e otto italiani su dieci, stando ai sondaggi, lo giudicano positivamente.

Sarà che, dopo Berlusconi, a Palazzo Chigi anche una mandria di bufali avrebbe fatto un figurone. Ma se un governo messo in piedi in pochi giorni con il dichiarato obiettivo di imporre a tutti sacrifici da un tizio che fino a due settimane fa era ai più un perfetto sconosciuto riscuote così larghi consensi, mentre del precedente governo nominato sulla base di una compatta maggioranza suffragata dalle urne quasi tutti pensano che la cosa migliore che abbia fatto è togliersi di mezzo, non potrebbe forse nascere il sospetto che la democrazia sia una boiata pazzesca?

(Non sai che cosa sono le Pudenda? Riparti dall’inizio)

Avanti il prossimo

Il segretario del Pd, tale Pier Luigi Bersani, a proposito delle dimissioni dell’onorevole Berlusconi ha affermato testualmente: “È il Partito Democratico che l’ha mandato a casa”. Ci dispiace mettere in dubbio le granitiche certezze del segretario; purtuttavia alcune recenti vicende legate all’ambiente parlamentare potrebbero condurre i sospetti verso un altro responsabile.

Come già abbiamo rilevato, pochi giorni dopo la pubblicazione delle Pudenda numero cinque Gabriella Carlucci, il cui nome era ivi contenuto, ha abbandonato il Pdl, ed è noto che a causa di questa ed altre defezioni due giorni dopo Berlusconi si è ritrovato senza una maggioranza alla Camera.

Si potrebbe pensare ad una coincidenza fortuita. Ma a questo gustoso episodio se ne è subito aggiunto un altro: riguarda il deputato Amedeo Laboccetta, il quale il giorno 10 novembre 2011 ha avuto un incontro ravvicinato con la Guardia di Finanza, in conseguenza del quale si presume che sarà iscritto nel registro degli indagati. Lo stesso giorno 10 novembre il nome di Laboccetta era apparso, vergogna delle vergogne, nelle Pudenda numero sei di Bue punto zero.

Giunti a questo punto, abbiamo qualcosa di più di un semplice indizio. L’identikit del responsabile della caduta del Governo Berlusconi potrebbe includere un grande paio di corna. Tra non molto sarà pubblicata una nuova lista: vediamo chi sarà il prossimo.

Pudenda #6

  1. Stefano Allasia
  2. Francesco Colucci
  3. Marco Desiderati
  4. Amedeo Laboccetta
  5. Dore Misuraca
  6. Gianni Mancuso
  7. Emanuela Munerato
  8. Manuela Repetti
  9. Pierguido Vanalli
  10. Giacomo Stucchi

La pur notevole astensione di pochi dissidenti nel voto dell’8 novembre ha messo in ombra un fatto quantomai deprecabile: 308 dico trecentootto parlamentari (va be’, facciamo trecentosette, senza contare Berlusconi) hanno insistito nell’appoggiare l’attuale governo-zombi, attirando su di sé una nuova traboccante dose di vergogna. Dieci di essi sono da oggi insigniti del disonore delle Pudenda di Bue punto zero. Non dimenticate i loro nomi.

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All’arrembaggio, miei topi!

Sarà una coincidenza, sarà un segno del destino, sarà che Bue punto zero ha un potere che non credeva di possedere. Ma il quinto giorno dopo la pubblicazione delle pudenda dei Vip, contenente il nome di Gabriella Carlucci, la soubrette ha preso il coraggio a quattro zampette ed è saltata dalla malconcia cannoniera del Pdl all’arrembaggio dello zatterone dell’Udc, seguendo le orme dei colleghi Bonciani e D’Ippolito che avevano fatto il balzo poco prima. Non è bastata a trattenerla la sconfinata ammirazione per la potenza sessuale Premier, che aveva espresso in forme come questa. Dato il tenore delle dichiarazioni rilasciate, ci si potrebbe aspettare che l’equipaggio dello zatterone, armato di ramazze e bastoni, si stia in questo momento prodigando in una spasmodica caccia al sorcio. Putroppo le cose probabilmente non stanno andando in questo modo. Anzi, all’Udc si staranno preparando ad accogliere e ospitare altre ondate di famelici roditori.

A questo punto l’iniziativa delle Pudenda risulta ancora più urgente e necessaria. Il titolo di voltagabbana non cancella la vergogna, ma se possibile la accresce. I nomi dei sorci non saranno rimossi dalle liste, ma saranno insigniti di una speciale qualifica: la patente di Giuda.