Out & outing

Palazzo Lombardia, nuova sede della Regione

Oggi ricorre un mese dal giorno della liberazione di Palazzo Chigi dal priapismo, ma in quella stessa sera del 12 novembre un altro evento memorabile ha avuto come protagonista un personaggio politico di indiscusso rilievo: Roberto Formigoni. L’attuale Governatore del principale feudo di CL, di cui il nostro è esponente di spicco, eletto per la quarta volta consecutiva nonostante la legge vieti la rielezione dopo due mandati consecutivi, è quello che ha distrutto un bosco nel cuore di Milano, bene inalienabile del Comune, per fare spazio ad un grattacielo, il più alto d’Italia, nel quale dislocare i propri uffici, e che avendo preso molto sul serio la storia della torre di Babele ha precauzionalmente collocato sulla sua sommità una copia della statua della Madonnina benedetta dal cardinal Tettamanzi in persona; è quello che ha fatto eleggere come consigliere l’igienista mentale del Cavaliere grazie a centinaia di firme false; uomo pio al limite dell’integralismo, è tra i firmatari di una lettera aperta rivolta ai cattolici italiani per chiedere loro di sospendere ogni giudizio morale nei confronti dell’onorevole Silvio Berlusconi, a processo a Milano per concussione e prostituzione minorile nell’ambito di ricevimenti il cui appellativo (costituito da un’anafora, o meglio reduplicazione, forse onomatopeica) prima di entrare nel lessico comune come sinonimo di sobri dopocena in morigerata compagnia, era usato per designare violenza anale di gruppo.

Il nome di Formigoni era apparso in una lista di presunti cripto-omosessuali omofobi, della quale  a suo tempo Bue punto zero si era occupato, criticandone l’impostazione e soprattutto l’assenza di prove. Il commento del Governatore a proposito di tale lista era stato pacato: “Fantasie malate di personaggi inqualificabili, non perdete tempo a seguire queste sciocchezze estreme”

Un po’ meno pacato è apparso il gesto che Formigoni ha rivolto nella memorabile serata del 12 novembre ad alcuni contestatori: un pugno chiuso con il dito medio proteso verso l’alto dei cieli. Potrebbe sembrare un gesto osceno e volgare, ma essendo Formigoni un fervente cattolico, il suo gesto deve essere contestualizzato. E il contesto naturalmente non può che essere quello dei dettami evangelici, che il Governatore è chiamato dalla propria coscienza a rispettare scrupolosamente. Egli non si produrrebbe mai, specie in pubblico, in una violazione del comandamento che impone ai fedeli di amare i loro nemici, fare  del bene a coloro che li odiano e benedire coloro che li maledicono, e questa considerazione lascia intuire che il gesto che molti potrebbero considerare offensivo, per il suo autore sia al contrario da intendersi come un gesto di amorevole benedizione. Ma soprattutto Formigoni non può dimenticare, neanche per un attimo, neppure quando invita qualcuno a sottoporsi ad un atto di sodomia, di essere chiamato a fare agli altri ciò che vorrebbe che gli altri facessero a lui.

Sarebbe bastato attendere un paio di mesi e la prova mancante sarebbe stata fornita, con l’eleganza e la classe che lo contraddistinguono, dal Governatore in persona.

C’è lista e lista

Recentemente è stata pubblicata nel Web una lista di nomi di uomini politici che sarebbero, secondo il suo estensore, omofobi e nello stesso tempo cripto-omosessuali. Molte voci di dissenso circa questa iniziativa si sono levate da più parti, ed è anche stata avviata un’inchiesta della magistratura.

Effettivamente, anche se forse le intenzioni alla base di questa iniziativa potevano essere buone, in questo caso c’è qualcosa di sbagliato nel metodo. Un’intenzione buona potrebbe essere quella di mettere in evidenza le incoerenze dei politici. Nessuno pretende naturalmente che i politici siano coerenti, ci mancherebbe. Ma è giusto che gli elettori sappiano chi è coerente e chi no, in modo che al momento di esercitare il loro diritto al voto possano effettuare, se lo ritengono opportuno, una selezione basata anche su questo parametro.

Le buone intenzioni però non bastano a cancellare gli errori, che sono almeno due.  In primo luogo mancano, o almeno non sono stati pubblicati, elementi che comprovino le affermazioni fatte. Questo mina alla base la credibilità dell’iniziativa, poiché chiunque può affermare qualsiasi cosa su qualunque argomento, ma in assenza di prove la prudenza porterà a ritenere inattendibili tali affermazioni. In secondo luogo, l’orientamento sessuale è un dettaglio della vita privata che dovrebbe rimanere tale anche per un uomo politico, a meno che egli stesso non voglia renderlo noto, magari per farne una bandiera della sua attività politica.

Tutto questo non significa naturalmente che si debba ignorare del tutto la possibilità che esistano politici omofobi e omosessuali. Anche se magari sono una minoranza, non per questo dovrebbero essere trascurati. Evidentemente costoro soffrono di un grave complesso psicologico, non privo di arcane influenze clericali, che impedisce loro di convivere serenamente con la propria natura, e sfogano sugli altri –coloro che di questo complesso non soffrono e si accettano senza problemi– la loro frustrazione. Sarebbe auspicabile che costoro, sempre sotto la tutela dell’anonimato, ed eventualmente a spese del servizio sanitario pubblico, venissero presentati ad uno specialista che potrebbe aiutarli, col tempo e l’impegno, a guarire (dall’omofobia, s’intende). Nel frattempo però sarebbe opportuno che sospendessero la loro attività politica, perché non è socialmente utile, anzi probabilmente è dannoso, un governante affetto da simili problemi. In ogni caso pubblicare una lista contenente i nomi di questi politici mescolati a nomi di altri che magari non condividono lo stesso problema quasi certamente non gioverà né a loro né a nessun altro.

Probabilmente in quella lista sono poi presenti alcuni omofobi che non sono affatto omosessuali. In quel caso non è auspicabile, credo, imporre una soluzione di tipo medico. Ci si può limitare ad augurare loro di incontrare un bel maschione superdotato che li porti a raggiungere e superare inimmaginate frontiere dell’estasi, in modo tale che possano nel caso migliore allargare le loro vedute e diventare più tolleranti, nel peggiore trasferirsi nella categoria precedentemente esaminata e subire le cure conseguenti, dopo aver comunque sospeso la loro attività pubblica.

Non tutte le liste, tuttavia, sono come quella di cui si è parlato sinora, né è sempre necessariamente errata la decisione di pubblicarle. È possibile additare all’opinione pubblica liste contenenti nomi e cognomi, a patto che il comune denominatore dei loro membri sia ad un tempo un dato di interesse pubblico e dimostrabile in modo certo.

È mia intenzione pubblicare prossimamente una simile lista. Anzi, non una sola, ma una lunga serie. Con la sincera speranza che qualcuno, sentendosene offeso, si faccia avanti per chiedermi di rimuoverle.